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IVREA

Come si diventa operatori nel campo di bellezza e benessere Ecco cosa prevedono le nuove regole per accedere alle professioni di estetista ed acconciatore

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Le professioni legate al benessere e alla bellezza sono in costante aumento e in costante cambiamento, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, alle nuove tecniche professionali, oltre ai costanti mutamenti delle mode e delle tendenze. A fronte di tali mutamenti, tuttavia, la dote più importante per i professionisti della bellezza risiede ancora nella capacità di coniugare le competenze tecniche ed integrarle con la capacità di ascoltare le richieste del cliente, comprenderne il gusto e realizzare il trattamento estetico o l’acconciatura più idonea alle caratteristiche personali.Un buon estetista-acconciatore è quindi una persona che non solo si aggiorna continuamente per conoscere l’evoluzione del gusto e della moda e per affinare le sue conoscenze in materia di prodotti e tecniche, ma investe anche le proprie risorse nella capacità di accogliere e relazionarsi con il cliente.Per essere soddisfatto il cliente deve infatti sentirsi a suo agio ed esprimere liberamente i suoi desideri, spesso cerca anche un momento di relax, una «coccola». Per questo chi lavora in un negozio di acconciatura-estetica deve affinare la sua capacità di ascolto, saper gestire con efficacia la relazione interpersonale e il contatto fisico che necessariamente si crea.Agli aspetti tecnici e relazionali vanno aggiunti, per chi si occupa della conduzione del negozio, quelli gestionali: acquisto prodotti e magazzino, gestione personale, gestione contabile e amministrativa, pulizia e igiene del salone e degli attrezzi, comunicazione.Ma come si ottengono queste competenze? Lo abbiamo chiesto a Fabio Cappello, responsabile dell’agenzia formativa Conedia di Ivrea, che organizza corsi di acconciatura ed altri di estetica che consentono l’abilitazione all'esercizio autonomo della professione.«Le nuove regole per accedere alle professioni di estetista ed acconciatore - spiega -sono regolamentate dalle leggi 1/90 (estetista, ndr) e 174/05 (acconciatore, ndr) e prevedono differenti percorsi per l’accesso alla professione. E’ previsto, innanzitutto un percorso formativo. Questo iter prevede un corso biennale della durata di 1800 ore seguito da un corso annuale della durata di 600 ore per gli acconciatori o 900 ore per l’estetista, al termine dei quali, previo superamento di un esame tecnico-pratico, si ottiene la specializzazione come estetista e l’abilitazione all’esercizio autonomo della professione. E’ previsto, poi, un percorso misto che prevede un corso biennale della durata di 1800 ore seguito da un anno di lavoro qualificato, accertato dalla Regione Piemonte. Al termine di tale percorso e dopo aver sostenuto un esame tecnico-pratico, si ottiene la specializzazione come estetista e l’abilitazione all’esercizio autonomo della professione. Infine, il percorso lavorativo. Questo iter prevede un periodo di lavoro qualificato, sempre accertato dalla Regione Piemonte, seguito da un corso di formazione teorica di 300 ore, al termine del quale è previsto un esame che permette di ottenere la specializzazione come estetista e l’abilitazione all’esercizio autonomo della professione».Sempre in base a quanto ci ricorda Cappello, in questo ultimo caso il periodo di lavoro qualificato può essere: un periodo apprendistato della durata prevista dal c.c.n. più lavoro qualificato (dipendente – titolare – socio - f/c - Co.co.pro) per un anno da effettuarsi nell’arco di 2 anni; lavoro qualificato (dipendente – titolare – socio – f/c – Co.co.pro) per 3 anni da effettuarsi nell’arco di 5 anni. Ma dopo cosa accade?«Dopo aver ottenuto l’abilitazione professionale - prosegue il responsabile di Conedia -, l’estetista può svolgere l’attività in modo indipendente in una struttura apposita o presso il proprio domicilio, previa iscrizione all'Albo delle Imprese Artigiane presso la locale Camera di Commercio. Secondo la normativa vigente per aprire un salone di estetica è necessaria l’autorizzazione amministrativa da parte del Comune dove ha sede l’impresa».

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Autore:ces

Pubblicato il: 27 Luglio 2013

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